In questi giorni d’estate assistiamo all’evento mondiale delle Olimpiadi di Parigi. E’ viva, in molti di noi, una partecipazione emotiva intensa alle competizioni svolte da campionesse e campioni in gara: un fascino che certe esperienze esercitano su di noi anche in forza di una necessità e di un desiderio, più o meno consapevoli, di realizzare […]
Esperienza comune a tutti è quella dello spostarsi, del muoversi e dell’andare; lo facciamo per lavoro, per necessità, per svago o volontà, come il viaggiare per “andare in vacanza”.La vita stessa è descrivibile metaforicamente come un cammino, un viaggio, un passaggio. Termini che dicono il dinamismo dell’essere che ci costituisce nello spazio-tempo, viandanti sui sentieri dell’esistenza. Viaggiatori, nomadi, pellegrini, ricercatori
“Noi siamo le api dell’invisibile. Il nostro compito è di imprimerci questa precaria caduca terra così profondamente, così dolorosamente e appassionatamente, che la sua essenza in noi risorga ‘invisibile’. Noi siamo le api dell’Invisibile. Noi raccogliamo perdutamente il miele del visibile per accumularlo nella grande arnia d’oro dell’Invisibile”. La coscienza di una reciproca e comune
L’esperienza dei percorsi di Natura, Cultura e Benessere da vivere nel Villaggio di Cominium Benessere, rappresentano un’occasione per ripensare il nostro rapporto con la Natura, con noi stessi, rinnovato invito ad andare in profondità, con una riflessione attenta a linguaggi, approcci, a modi differenti di contemplare l’Essere. La ricchezza dell’Essere che ci costituisce, che partecipiamo e
“Il vero è l’intero, ma l’intero è soltanto l’essenza che si completa mediante il suo sviluppo”.Questa affermazione del filosofo tedesco G. W. F. Hegel (1770-1831) esplicita bene ciò che accade ad uno sguardo in contemplazione. Uno sguardo che si coinvolge nel dinamismo di ciò che contempla, se ne lascia cogliere, attraversare, si fa partecipe del suo sviluppo e dunque della sua
Siamo abituati ad immaginare il riposo come uno “staccare” da ogni impegno, da ogni attività e impresa per dedicarci ad un “dolce far niente”, a tutte quelle cose che nella quotidianità non abbiamo tempo di coltivare, gustare. E’ vero che l’ “otium” è il tempo per “svuotarsi” da ciò che contraddistingue il “negotium”, ovvero le dinamiche della
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Nome scientifico: Cota tinctoria (L.) J.Gay (Asteracee).
Fioritura: da maggio a settembre.
Habitat e distribuzione: pendii e prati assolati e asciutti, presente in tutte le regioni da 0 a 1500 m di quota.
Curiosità e usi: questa specie veniva anticamente utilizzata nell’industria tessile per produrre una tinta giallo brillante, grazie a due sostanze contenute dalla pianta, luteolina e apigenina, utilizzate per tingere i tessuti. L’estrazione del pigmento si effettua sottoponendo i capolini a macerazione per mezza giornata e successivamente portando ad ebollizione per un’ora. In seguito il liquido ottenuto si sottopone a filtrazione. Per tingere si porta ed ebollizione per circa 1 ora la lana in bagno di tintura. Ancora oggi in Turchia e in India il suo pigmento viene utilizzato per tingere le lane che servono alla produzione di tappeti fatti a mano. I suoi fiori inoltre sono utilizzati per preparare pozioni balsamiche, diaforetiche (capaci di aumentare la secrezione di sudore) e stimolanti; una volta essiccati vengono macerati ed utilizzati per preparare infusi utilizzati come digestivo, come calmante contro l’emicrania e per curare rossori ed infiammazioni cutanee e degli occhi.