Percorsi d'Acqua

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01 - Lago di Posta Fibreno

Lago di Posta Fibreno: Un Gioiello d’Acqua Carsica

Caratteristiche Fisiche del Lago

Il lago di Posta Fibreno si trova a un’altitudine di 289 m s.l.m.

Dimensioni

Le sue dimensioni registrano:

  • Lunghezza: circa 1096 m
  • Larghezza media: 261 m (con una massima di 570 m)
  • Perimetro: 5163 m
  • Superficie complessiva: circa 0,287 km²

Profondità

  • Profondità media: 2,5 m
  • Profondità massima: 15 m in corrispondenza del fondo della fossa di Cordigliane, in località Carpello

In tale punto è stata collocata una croce sul fondo del lago, visibile nelle giornate di sole e con l’acqua limpida.

Origine e Alimentazione

Un Lago Senza Immissari

Il lago non ha immissari, mentre il suo unico emissario è il fiume Fibreno, affluente principale del fiume Liri.

Origine Carsica dalle Montagne d’Abruzzo

Il bacino del lago presenta una forma stretta e allungata addossata alle colline che delimitano la sponda nord-est. Ed è proprio dalle montagne del Parco d’Abruzzo che il lago di Posta Fibreno trova le proprie origini.

Infatti parte delle acque che precipitano sotto forma di neve o di pioggia su quelle montagne sono le stesse che dopo un lungo percorso, in massima parte in falde sotterranee, rivedono la luce nelle numerose sorgenti che pullulano lungo le rive del lago alimentando lo stesso con circa 6 m³ di acqua al secondo.

Temperatura Costante

Un’origine, quella carsica, che permette di mantenere all’acqua una temperatura pressoché costante, all’incirca sui 10-11 °C, nel corso dell’intero anno.

Un Ambiente Unico

Caratteristiche Eccezionali

La caratteristica forma allungata, unita a:

  • L’elevata velocità di ricambio teorico totale
  • La temperatura pressoché costante nell’arco dell’anno anche a varie profondità

Fanno sì che esso possa essere paragonato a un ambiente lotico piuttosto che a un ambiente lentico.

Habitat Ideale per i Salmonidi

E proprio grazie a queste caratteristiche che rappresentano l’habitat ideale per alcune importanti specie ittiche quali i Salmonidi, che vivono in acque ricche di ossigeno.

Evoluzione Storica del Bacino

Trasformazioni nel Tempo

La forma è variata storicamente perché la natura carsica del luogo ha plasmato cronicamente il territorio: una serie di dislivelli fra fondali più o meno bassi (da due metri a un massimo di 15 m), sono stati ora bonificati, ora sommersi, con una variabilità tale che in passato era possibile distinguere ben due differenti bacini lacustri separati.

Modifiche Recenti

Tra la fine del decennio del 1960 e i primi anni 1970 il bacino è stato parzialmente riempito con pietrame e scarti di materiale edilizio, riducendo la profondità massima da 25 metri agli attuali 15 metri.

L’Isola Galleggiante: “La Rota”

Una Meraviglia Naturale

Il lago presenta un’isola galleggiante, dello spessore di circa quattro metri, formata da:

  • Rizomi
  • Torba
  • Radici

Origine dell’Isola

Probabilmente l’isola galleggiante fu originata da un’eccezionale corrente sotterranea che fece sollevare il fondo di torba da quasi nove metri sotto il livello dell’acqua.

Caratteristiche di “La Rota”

L’isola, chiamata localmente “La Rota” per la sua forma tondeggiante e conica (con una punta verso il basso) di circa trenta metri di diametro, si sposta e gira come uno spirografo all’interno della sua dolina allagata, grazie a:

  • Leggeri aliti di vento
  • L’aumento della portata delle sorgenti che sfociano nei pressi dell’area di pertinenza

Flora Particolare

A causa della composizione chimica di tale isola galleggiante, le piante e gli alberi che crescono sulla sua superficie e le cui radici affondano direttamente in acqua, non si sviluppano come gli altri simili che hanno radici sulla terraferma, ma crescono poco più di semplici arbusti.

🔗 Fonti

https://it.wikipedia.org/wiki/Lago_di_Posta_Fibreno

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02 - Lago di Villetta Barrea

Lago di Barrea: Tra Storia e Natura nel Parco Nazionale

Caratteristiche e Posizione

Il lago di Barrea è un lago artificiale situato in provincia dell’Aquila, nella zona dell’Alto Sangro.

Origine e Geografia

Ricavato nel 1951 dallo sbarramento del fiume Sangro presso la forra di Barrea, tra i Monti Marsicani:

  • A sud del Monte Marsicano
  • A ovest del massiccio del Monte Greco
  • Ad est dei Monti della Meta

Su di esso si affacciano anche i comuni di Civitella Alfedena e Villetta Barrea.

Zona Umida di Importanza Internazionale

Riconoscimento Ramsar

La zona umida del lago, individuata e inserita dal 1976 nella lista delle aree previste dalla convenzione di Ramsar, interessa il territorio del lago di Barrea, situato all’interno del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, nella comunità montana Alto Sangro e altopiano delle Cinquemiglia.

Gestione

Ne ha la gestione e la competenza l’Ente autonomo Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, con sede a Pescasseroli (AQ).

Storia: Un Progetto Contrastato

Le Prime Proposte (1922)

La prima proposta per la realizzazione di un lago in questo territorio risale al 1922, quando la Società per il carburo di calcio, poi fusa nella società Terni, propose al Ministero dei lavori pubblici di creare due invasi artificiali per lo sfruttamento dell’energia idroelettrica nelle piane di Opi e di Barrea.

L’Opposizione

La proposta fu avversata da numerosi enti, fra i quali:

  • I Comuni interessati
  • L’ente Parco
  • Il Ministero della pubblica istruzione, cui all’epoca competevano le aree protette

Le Motivazioni Contrarie

La realizzazione, senza adeguate garanzie, avrebbe potuto comportare:

  • La deturpazione del paesaggio
  • Il pericolo di endemia malarica
  • Danni nell’economia locale, in quel periodo ancora caratterizzata dall’agricoltura e dalla pastorizia transumante

Il Ruolo di Erminio Sipari

Sulla scorta di numerosi pareri tecnico-ingegneristici e sanitari ed a seguito dell’attività di opposizione svolta e coordinata dal presidente del Parco, il deputato Erminio Sipari, che raggruppò in difesa dell’integrità dell’area uomini politici ed intellettuali, i progetti furono sospesi dal regime fascista.

La Realizzazione del Dopoguerra

Del tutto accantonato quello per l’invaso di Opi, il progetto per la realizzazione del lago di Barrea riprese quota nell’immediato dopoguerra, per essere in seguito realizzato:

  • Su progetto dell’ingegnere Carlo Drioli (poi professore di impianti speciali idraulici della facoltà d’Ingegneria dell’Università – ora Politecnico – di Bari)
  • Attraverso lo sbarramento del fiume Sangro con una diga nella foce di Barrea
  • I lavori interessarono il periodo dal 1949 al 1951

🔗 Fonti

https://it.wikipedia.org/wiki/Lago_di_Barrea

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03 - Vallone Lacerno

Vallone Lacerno: Un’Avventura nel Canyon Spettacolare

Un Canyon tra le Montagne del Parco Nazionale

Spettacolare canyon tra le montagne del versante laziale del Parco Nazionale d’Abruzzo. Un’escursione perfetta per chi cerca un po’ di avventura!

Il Percorso

Il percorso, che tra alte pareti calcaree risale il torrente Lacerno attraversandolo più volte, conduce, se il livello dell’acqua lo permette, fino al “Cuccetto dell’Inferno”, una bella cascata in fondo alla gola.

Un’Esperienza Indimenticabile

La discesa nel canyon, i molti guadi del torrente, le pareti rocciose e la luce particolarissima fanno di questa escursione un’esperienza indimenticabile.

Descrizione del Percorso

Percorrere il sentiero che si inoltra nel Vallone Lacerno, fino al suo termine presso la cascata del Cuccetto del diavolo, può sicuramente essere considerata come una delle escursioni nel Lazio da fare assolutamente!

Sensazioni Uniche

Niente cime o panorami, ma le sensazioni che si provano una volta entrati nel corso del fiume ed inoltrandosi nelle sue gole, con pareti altissime e larghe qualche metro, impegnandosi a guadare il corso d’acqua infinite volte, sono sicuramente tra quelle che si ricorderanno.

Caratteristiche e Difficoltà

Aspetti da Considerare

È un’escursione dove occorre considerare che, oltre al sentiero stretto e un po’ impervio che porta al greto del Lacerno e continua di fianco al fiume, ora a destra ora a sinistra:

  • I guadi sono spesso ricavati su tronchi d’albero o rocce
  • Ce ne sono molti

Se volete affrontarla con bambini o persone timorose della possibilità di scivolare e finire con i piedi a mollo, tenetelo ben presente.

Livello dell’Acqua

Ad Agosto, il livello dell’acqua (fredda!) è abbastanza basso, tale che l’alveo possa essere percorso senza particolari difficoltà.

Il Percorso Dettagliato

Punto di Partenza

Si parte dal tornante della SP96, vicino Querceto (Campoli Appennino), presso alcuni manufatti rasoterra in cemento, dove qualche macchina riesce a sostare.

L’Inizio del Sentiero

Il sentiero inizia stretto tra la folta vegetazione, scendendo ed attraversando punti caratteristici (si sente già il rumore delle acque), con tratti su pietra, fino ad incrociare un altro sentiero proveniente da più in basso rispetto alla partenza; prosegue a saliscendi e si allarga un po’, per poi apparentemente terminare nel fiume.

Dentro la Gola

Da qui in poi sarà un continuo guado, ma il sentiero esiste… percorre entrambe le sponde e la traccia è sempre più o meno evidente.

Non ci sono, comunque, altre possibilità; siete in una gola e non se ne esce!

Si continua in questo modo fino all’ingresso vero e proprio del canyon, con le prime, altissime pareti. Magnifico.

Il Canyon Vero e Proprio

Il sentiero permette di inoltrarvisi, e presto dovrete ricavarvi il passaggio sulle ghiaie affioranti.

L’inizio dell’ultimo tratto di gole, poco prima della cascata, lascia senza fiato.

Il Cuccetto del Diavolo

Procedere ora sulle rocce, con il torrente impetuoso (ma acqua bassa), ora continuando a guadare su tronchi, vi porterà all’ultima curva che nasconde il termine del percorso: il Cuccetto del diavolo è proprio là dietro, nascosto e rombante… qualcosa di inaspettato ed emozionante!

Sostare nei pressi, ed in generale nella gola, ammirando le pareti curvate dalla forza della natura lascia sensazioni uniche.

Informazioni Pratiche

Il Ritorno

Il ritorno è per la stessa via; considerate che il segnale GPS (e telefonico) è spesso debole o assente, ma non ci sono problemi di orientamento.

Percorso andata/ritorno: la traccia si riferisce alla sola andata.

Tempo Necessario

L’escursione porta via mezza giornata.

Consiglio Extra: Il Lago di Posta Fibreno

Se volete, a breve distanza c’è il Lago di Posta Fibreno, altra meraviglia a portata di mano.

Le Attrattive del Lago

Ci sono alcuni percorsi natura che si inoltrano nei canneti sfruttando camminamenti ricavati da passerelle:

  • L’avifauna è molto abbondante (sono state avvistate anche nutrie da uno dei casotti presenti lungo il sentiero “Puzzillo”)
  • Le acque sono di una trasparenza eccezionale

Vale sicuramente la pena, vista la vicinanza al vallone!

🔗 Fonti

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04 - Val Fondillo

Val Fondillo: Patrimonio UNESCO nel Cuore del Parco Nazionale

Riconoscimento Internazionale

La val Fondillo è una valle montana situata nel territorio comunale di Opi (AQ), in Abruzzo.

Nel 2017 è stata riconosciuta patrimonio dell’umanità dell’UNESCO unitamente alle faggete vetuste del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise in seno alle foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa.

Posizione Geografica

Nel Cuore del Parco Nazionale

La valle montana è situata nell’area protetta del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise nel territorio montano di Opi, sul versante marsicano dell’Alto Sangro, in Abruzzo.

Un Anfiteatro Naturale

L’anfiteatro naturale si apre tra:

  • Il monte Marsicano
  • Il monte Amaro
  • Il monte Dubbio
  • La catena montuosa di Serra delle Gravare

Caratterizzata da evidenti tracce dell’ultimo glacialismo durante il periodo del Quaternario.

Altitudine

L’altitudine varia dai 1084 ai 1960 m s.l.m.

Caratteristiche Naturali

Elementi Naturali

L’area si caratterizza per la presenza di:

  • Radure
  • Piccole caverne
  • Alcuni torrenti come il Fondillo, che sgorga nei pressi della grotta delle Fate
  • Le sorgenti Franatara e Tornareccia

Le Faggete Vetuste: Un Tesoro Secolare

I Cinque Nuclei

Le faggete di Cacciagrande e di valle Jancino, che compongono i cinque nuclei di faggete vetuste ricadenti in una superficie di oltre 1000 ettari inclusa tra i comuni di:

  • Opi
  • Lecce nei Marsi (Selva Moricento)
  • Pescasseroli (Coppo del Principe e Coppo del Morto)
  • Villavallelonga (Val Cervara, nei pressi dell’Aceretta)

Sono in parte databili intorno ai 560 anni.

Primo Riconoscimento UNESCO per l’Abruzzo

Sono state riconosciute patrimonio dell’umanità, nel contesto delle foreste primordiali dei faggi dei Carpazi e di altre regioni d’Europa.

Rappresentano il primo riconoscimento UNESCO della regione Abruzzo deciso a Cracovia il 7 luglio 2017.

Origine Geologica

La faggeta della val Fondillo si è sviluppata su dolomia risalente al Giurassico inferiore (Lias inferiore).

Fauna Protetta

La valle è popolata da animali protetti o a rischio di estinzione come:

  • L’orso bruno marsicano
  • Il lupo appenninico
  • Il camoscio d’Abruzzo
  • La salamandra pezzata

Flora Caratteristica

La vegetazione è caratterizzata oltre che dai faggi, da:

  • Pini neri
  • Piante endemiche come:
    • L’Iris marsica
    • Le orchidee scarpetta di Venere
    • L’Epipogio

Il Museo della Foresta e dell’Uomo

Nei locali dell’ex segheria è ospitato il museo della foresta e dell’uomo, incentrato sul rapporto uomo-natura nell’area del parco nazionale.

L’esposizione è stata inaugurata grazie a:

  • L’ente gestore dell’area protetta
  • La Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio dell’Abruzzo

🔗 Fonti

https://it.wikipedia.org/wiki/Val_Fondillo

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05 - La Camosciara

Escursione alla Camosciara

Un anfiteatro naturale nel cuore del Parco Nazionale d’Abruzzo

Una passeggiata per ammirare lo splendido anfiteatro naturale della Camosciara, habitat ideale del Camoscio. Ripercorrendo il torrente Scerto, visiteremo le cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle.

Descrizione dell’esperienza

Una valle dalle caratteristiche alpine

Una valle dalle caratteristiche alpine dove nel lontano 1923 è nato il Parco Nazionale d’Abruzzo, il decano dei parchi italiani.

La Riserva Integrale qui istituita ne sottolinea l’elevato pregio naturalistico, arricchito dalle numerose specie animali e vegetali presenti:

  • L’Orso bruno marsicano – simbolo del nostro Parco
  • Il Camoscio d’Abruzzo – protagonista indiscusso di questi luoghi
  • La Scarpetta di Venere – l’orchidea più grande e più rara d’Europa
  • Il Pino nero di Villetta Barrea – testimone vegetale di questi territori

L’itinerario lungo il torrente Scerto

Ripercorrendo il torrente Scerto, visiteremo le suggestive cascate delle Ninfe e delle Tre Cannelle.

Osservando con attenzione, avremo l’occasione di scorgere alcuni fra gli animali che popolano questa meravigliosa valle, immergendoci completamente nella natura incontaminata del parco.

Fonte: Parco Nazionale d’Abruzzo

comibene parco percorsi acqua 06 canneto

06 - Canneto

Valle di Canneto

Un corridoio naturale tra storia e natura

La Valle di Canneto si trova nel Parco Nazionale d’Abruzzo Lazio e Molise e fa parte della riserva integrale.

Costituisce il prolungamento della Val Comino e, attraverso il Massiccio del Meta, che prende il nome dall’omonimo Monte Meta (2242 m), raggiunge una delle maggiori cime dell’Appennino.

Descrizione del territorio

Le antiche faggete e i segni del passato

Coperta da antiche faggete, la valle porta ancora i segni della sua importanza come antica via di comunicazione.

Con un po’ di attenzione si possono cogliere i segni lasciati da piccoli insediamenti posti in posizione strategica proprio lungo il percorso della valle.

Una via di comunicazione millenaria

La Valle di Canneto era una naturale via di comunicazione tra Lazio e Abruzzo, tra il bacino del Liri e quello del Sangro.

Sin da epoche remote è stata utilizzata come:

  • Via commerciale – per gli scambi tra i territori
  • Via di transumanza – per il passaggio delle greggi
  • Collegamento strategico – tra le comunità delle due regioni

Questa vocazione storica ha plasmato nel tempo il paesaggio e la cultura del territorio, lasciando tracce ancora oggi visibili e affascinanti.

Fonte: Tesori del Lazio

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07 - Lago di Scanno

Lago di Scanno

Un lago montano nato da un’antica frana

Il lago di Scanno è un lago montano situato in Abruzzo.

Benché la superficie lacustre ricada per circa 3/4 nel territorio del comune di Villalago e per circa 1/4 in quello di Scanno, il lago è un bene di proprietà condivisa tra i due comuni dal 2017, come stabilito dalla Regione Abruzzo secondo le disposizioni di un Regio Decreto del 1910 con cui il lago in questione veniva stralciato dall’elenco delle acque pubbliche.

Origine geologica

Il lago si è originato a causa di un’antica frana staccatasi dal sovrastante monte Rava, gruppo montuoso del Genzana, che ha sbarrato il corso del fiume Tasso in un momento compreso tra i 12.820 e i 3.000 anni fa.

Descrizione naturalistica

Caratteristiche della vegetazione

La vegetazione igrofila del lago è carente di specie. Non vi sono entità floristiche di grande importanza naturalistica e il paesaggio vegetale è molto povero lungo tutto l’intero tratto costiero.

Questa particolarità è dovuta a:

  • Ripida uniformità delle sponde – che limita lo sviluppo di vegetazione lacustre
  • Assenza di un emissario stabile – che impedisce la formazione di zone umide
  • Mancanza di pantani e torbiere – nelle aree più prossime al lago

Nonostante la scarsa ricchezza floristica, il lago mantiene un fascino particolare legato alla sua origine geologica e alla sua posizione montana.

Fonte: Wikipedia – Lago di Scanno

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